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Vi porterò dove non avrete bisogno di lavorare

agosto 2, 2009

Sì, la frase l’ho vista in bocca a Corrado Santamaria, filosofo fallito nonchè pedofilo della peggior specie. Coinondimeno (anzi, ESATTAMENTE per questo) mio amico superiper. Mai come ora penso che cazzo, ha veramente ragione. E’ metà estate e devo preparare l’esame più difficile del primo anno di medicina. Ancora non ho fatto praticamente niente. Ok, sono andato a ventisei concerti e al fottuto pokemon day nel giro di 4 giorni, ma è passato da mo il tempo standard di recupero da questo tipo di esperienza traumatica. E invece mi sto trascinando da una settimana e mezza da un giorno vuoto all’altro. La seggiola del pc e le mura di camera mia stanno assumendo un persistente odore di sudore da fatica. La tragedia è che non solo curo la mia igiene quanto prima, ma non faccio assultamente nulla da mattina a sera. Deve essere fatica esistenziale.

A me interessa medicina. Forse è proprio quello il problema. Non la studio perchè è l’uni e perchè il posto in società uno lo deve trovare. La studio perchè mi interessa. Non mi appassiona (non ancora), mi INTERESSA. Come mi interessano certi tipi di libri, o di graphic novel, o di fumetti, o di anime, o di argomenti. Raramente mi appassiono alle cose. Mai successo, anzi. Giusto con le persone. E con una ragazza. Una. Bel record personale. Che poi “vaffanculo morgana, che neanche sei tutto ‘sto gran che”. Non è vero, ovviamente, sto mentendo a me stesso. Almeno questo permettimelo. Insomma, sono incostante. La cosa che più di ogni altra mi ostacolerà (impedirà?) il percorso di studi. E sarà una cosa di comodo, sarà quel che cazzo volete voi, ma io credo di averne il diritto. Non “perchè poi trovi un tuo equilibrio”, non “perchè sei ancora giovane ed è giusto che ti diverta finchè sei in tempo”. PERCHE’ SI’. Mi è già stato chiesto troppo al momento della nascita. Sono nato, ora ESISTO. Cosa stracazzo volete di più? Non vi è bastato il tiro meschino che mi avete giocato? E no, non sto poserando. La mia vita non fa schifo, io adoro la mia vita. Frequento un buon percorso di studi, ho imparato a leggere (nel senso lato del termine) e ad essere selettivo con le cose e le relazioni. Sono circondato da persone che hanno il mio amore e il mio rispetto. Ho un buon senso dell’umorismo che mi permette di affrontare LA cosa con una risata a chiosare, che è già qualcosa. Però non esistere sarebbe stato meglio. Anzi, non sarebbe stato. E nonostante tutto questo non trovi il benchè minimo posto nella realtà (perchè non è questione di società. La vita in se è una incessante lotta), io mi sento lo schiavo del mio essere. Inteso come il verbo. Un verbo che per forza di cose è un imperativo.

“SII, dunque! SII, cazzo! SII, che la vita non fa sconti!”. No, vaffanculo. Vado contro l’ordine naturale costituito. Contro la termodinamica. Contro quel che vi pare. Ma no, non ci sto. Io voglio, ESIGO la possibilità di prendere e avere quanto tempo voglio per leggermi e capire “L’Arcobaleno della Gravità” di Pynchon, che dalla fretta per gli esami a marzo ho letto tre volte le prime settanta pagine e non c’ho capito nulla. ESIGO la possibilità di interrompere qui e ora tutto quello che sto facendo e girare in quanti mesi voglio il seguito di un film, e di chiamarlo OKAPI OUTRAGEOUS TRUTH. Anche se è un film di merda, anche se non riuscirò mai a girarlo come vorrei, anche se lo giro solo per me e per chi lo gira e recita con me. ESIGO la possibilità di smettere di doversi nutrire, per continuare a vivere. Perchè a livello concettuale, la fatica del portarsi il cucchiaio di pennette al sugo alla bocca è la stessa dello spaccarsi la schiena in miniera. Ed è troppa.

Non mi interessa essere realista. Non voglio che questi miei desideri vengano esauditi. Voglio che venga riconosciuto il fatto che dovrebbero esserlo. Che sarebbe giusto che lo fossero. Perchè se dovessi davvero continuare a vivere secondo questi miei pensieri, finirei morto di freddo sotto a un ponte, sì. Ma ciò non toglie che abbia ragione. Ciò non toglie che abbia ragione.

Ciò non toglie che abbia ragione.

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9 commenti leave one →
  1. agosto 3, 2009 5:23 pm

    Alla “Trainspotting”…

    • agosto 6, 2009 10:17 am

      Se vogliamo.
      Con meno eroina, però. Ho ben altro da fare e non richiede aumento di percezione della realtà.

    • aleidascapigliata permalink
      ottobre 7, 2009 12:45 pm

      O alla Palahniuk.

      In ogni caso, qualcosa che scuote. Interessante e per niente banale.
      Niente sconti. Mastichi rospi e li sputi con violenza.

      Potrei diventare un lettore fisso ;)

  2. agosto 12, 2009 10:03 am

    WOW!
    Non Sapevo dell’esistenza di questo blog. Mi piace molto e ho già letto un paio di post.
    Situazione simile al momento anche nella mia mente…un po’ più casinista, tanto da non saper riordinare bene i pensieri come hai fatto te.
    Io sono “un po’” senza dimora fissa al momento, ma spero ci vedremo presto.

  3. settembre 7, 2009 10:53 pm

    Prova a mangiare le suddette pennette con i bastoncini tanto amati dagli orientali. Dopo la quarta, preferirai andare a lavorare in miniera senza alcun bisogno di turbe esistenziali…!

    Devo dire che frequentare questo blog mi rassicurà sempre di più sul futuro della sanità italiana. Poche cose devono essere più divertenti che andare dal medico e avere la seguente conversazione.

    “dottore, mi fa male l’**inserire orgao sfigato a turno**”
    “Veramente, oggi non ho voglia di occuparmene”
    “ma… dottore, mi fa male…!”
    “Beh, ma a lei chi glie l’ha chiesto di vivere, dopotutto?”

    Qualcosina sul tempo. Ho sempre trovato divertente il modo in cui la nostra società considera il tempo libero una cosa da poco. Voglio dire, sei un supermanager che guadagna venti milioni di euro al mese, e anche tenendoti sveglio a botte di anfetamina hai ventiquattro minuti liberi la settimana. Nessuno prenderebbe seriamente cose del tipo “sentite, vi andrebbe pagarmi solo cinque milioni al mese – e in compenso farmi lavorare una settima su due?”. Questo anche per casi meno estremi, naturalmente. L’idea è che il tempo sia il mezzo per ottenere più soldi\prestigio\emorroidi\autobluconannessaescort, non lo scopo dell’intero gioco. Probabilmente, come fisico, dovrò lavorare ventisette ore al giorno e vivere di risciacquatura per piatti – ma anche scoprissi il segreto della fusione fredda e mi pagassero trilioni al giorno, non mi offriranno mai la possibilità di comprare un’ora libera. E questo sì, mi fa ridere.

    Blog interessante, comunque. Apprezzo sempre le fonti infinite di improduttive seghe mentali, quando non sono occupato ad aggiungere filo spinato attorno alla casa per paura delle ronde di sicurezza leghiste.

    Mi viene anche il sospetto che tu non riconosca chi sono – beh, lo lascio alle tue capacità deduttive. Ho detto la parola magica, “leghisti”, dopotutto…

  4. ottobre 5, 2010 4:26 pm

    potente questo post, lo lessi fino in fondo.

  5. Esaki permalink
    febbraio 11, 2011 5:05 pm

    Corrado Santamaria merita tutta la stima possibile…grazie filosofo metropolitano.

  6. Esaki permalink
    novembre 25, 2013 7:49 pm

    Corrado Santamaria si è laureato, e adesso non ricorda più dove si trova quel posto. Proprio ora, che deve cominciare a lavorare.

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