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Infinite Jest

aprile 2, 2009

Nel cercare di descrivere un romanzo come Infinite Jest, mi sento come si sentiva Dante nel cercare di descrivere Dio. Sapeva precisamente quello che aveva provato, ma non riusciva a dirlo. Infinite Jest, letteralmente “Scherzo Infinito”, è l’opera magna di David Foster Wallace, un giovane scrittore e insegnante universitario americano che si è tolto la vita mentre stavo leggendo pagina 832, più o meno. Raccoglie e rende più digeribili tutti gli stilemi dei romanzi postmoderni più vecchi, quelli di Pynchon in primis. Il risultato sono qualcosa come 1100 pagine + oltre 250 pagine di note (note che non infrangono il quarto muro. Sono note interne alla narrazione, e vanno da nomi fittizi di società produttrici di farmaci inesistenti a conversazioni importantissime lunghe decine di pagine), più di trenta personaggi principali, ognuno con una sua storia ambientata nel suo tempo. Assieme, non formano una narrazione coesa, ma un ritratto immenso di quello che Wallace vuole comunicare: l’incapacità dell’uomo, e soprattutto dell’uomo occidentale, di rinunciare al divertimento.

In una America quasi contemporanea devastata da politiche scriteriate, gruppi di terroristi canadesi che combattono per l’indipendenza e droghe consumate da tutti per sfuggire dall’opprimente realtà quotidiana, si snodano diverse storie blandamente collegate. Dopo 1300 pagine non le vedremo finire ovviamente, come non le avevamo viste iniziare (anzi, simbolica è la scelta del capitolo iniziale: il maggiore protagonista del libro, invecchiato di un anno rispetto alla linea temporale prominente, impazzisce sotto i nostri occhi, chiudendo effettivamente la storia. E seguire i motivi che lo hanno , pagina dopo pagina, spinto verso la pazzia, sarà ancora più doloroso), ma ne avremo ricavato qualcosa di ben più importante che la semplice storia di qualche uomo. Leggeremo di come l’allenamento preparatorio per i circuiti professionali del tennis funzioni con gli stessi barbari meccanismi spersonalizzanti delle associazioni per la disintossicazione, e che chi rifiuta di piegarsi finisce con la testa esplosa in un microonde. Leggeremo di come gli assassini più pericolosi siano quelli su sedia a rotelle, e di come sia possibile unire tennis, olocausto nucleare e integrali matematici in un gioco di strategia in tempo reale. E soprattutto, seguiremo la storia della droga più potente di tutte: un film così bello e divertente da non riuscire ad interromperne la visione, finendo per  morire di inedia. Insomma, di cose ce ne sono a pacchi, abbastanza da cambiarvi la vita. Basta prendere il libro in mano e aprirlo.

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  1. asterione88 permalink
    aprile 4, 2009 12:18 pm

    mmm secondo me, per quanto siano libri diversi, potrebbero piacerti due libri, entrambi di Borges: “L’Aleph” e “Finzioni”. Posso prestarteli, se vuoi, tanto li leggi in fretta, sono piuttosto brevi!

  2. Riccardo permalink
    luglio 23, 2009 12:12 pm

    Bel post. Veramente.

    Sto rileggendo il libro in questi giorni (stimolato dall’Infinite Summer: http://infinitesummer.org/) e mi piacerebbe razionalizzare la lettura facendo una versione italiana di http://infinitejest.wallacewiki.com (non una traduzione della versione inglese, ma un prodotto originale). Sto cercando di creare un team italiano, ma la cosa è molto difficile. Ne ho parlato con un po’ di gente, ma non ho trovato grande entusiasmo (o meglio: entusiasmo a parole, ma fatti zero). Mi farebbe piacere che tu collaborassi. Ti consiglio due testi che ci saranno sicuramente utili: “Elegant Complexity. A Study of David Foster Wallace’s Infinite Jest” di Greg Carlisle (nel quale dovrebbe esserci, o almeno questo ho sentito dal fratello dell’editore, una mappa dell’Enfield Tennis Academy) e “What fun life was. Saggio su «Infinite Jest» di David Foster Wallace” di Filippo Pennacchio.

    Ciao

  3. settembre 13, 2012 9:37 am

    Ciao, ho appena finito di leggere La Scopa del Sistema e di recensione in recensione mi sono imbattuta in tuo brillante commento sul forum di gamesvillage.it. Mi sembra di aver capito che hai recensito il libro su anobii? Sarei curiosa di leggerla, mi potresti dare le coordinate per trovarla? Ne ho lette diverse, ma tutte molto superficiali mentre tu in poche righe hai colto l’essenziale.
    Ciao Silvia

    • settembre 13, 2012 11:16 am

      Ciao Silvia,
      purtroppo non ricordo a quale brillante commento di Gamesvillage tu ti riferisca, ma la mia libreria di anobii è questa http://www.anobii.com/ethanhunt/books (non conosco altri metodi per linkare recensioni), solo che non è nulla di che. E’ più un commento che altro, non parla del libro. Mi spiace.

      • settembre 13, 2012 12:32 pm

        Nello specifico avevi proposto un’analisi del finale sagace. Anche la recensioni, per quanto sintetica, è molto più di quanto abbia letto altrove.
        Grazie Silvia

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