Ministry of Silly Farts
“Spesso i saggi affermano che bisogna accettare la malattia e la morte col sorriso sulle labbra… beh, se credete a questa cretinata costui è l’uomo giusto: probabilmente non guarirà mai nessuno però vi farà ridere molto tra un decesso e l’altro”
Il Duca d’Auge

Questo è, indubbiamente, un naso. Non vi fate spaventare dalla dimensione. Non è cattivo, ve lo giuro. Non l’ho sempre avuto così: prima, quando il resto era piccolo, era proporzionato al corpo. E’ un conformista, quel naso. Poi un mix fra ormoni della crescita (tardivi, peraltro. Il quarto di codice genetico terrone, probabilmente) e un brutto incidente comprendente un violino, una bici, una multipla, diversi metri di asfalto e il sottoscritto fecero la loro parte. Sì, perché quel naso, per l’appunto, è il mio.

Ecco, esatto. Quello è un costume da lottatore di sumo. Gonfiabile. Praticamente c’è un generatore a batterie che ti attacchi sui pantaloni (di inverno) o sui peli pubici (di estate), lo colleghi ad una ventola dietro al costume e questa lo fa gonfiare. Ora, giustamente ci si potrebbe chiedere perché ho perso così tanto tempo nella descrizione di un costoso (sì, perché al tempo venne sui 75 euro. E lo comprai pure due volte. Ma questa è un’altra storia) quanto inutile costume da sumo gonfiabile. La realtà è che tutto questo è molto più descrittivo della mia persona di quanto si possa immaginare. Un individuo, però, è definito solo attraverso le persone che lo circondano. Senza, è come un albero che cade in una foresta disabitata. Magari fa rumore, ma non gliene fotte niente a nessuno.

Lei è Sara. E’ una femmina, ma non diteglielo che poi si offende e si taglia. Nel particolare, fa parte di un microverso di cui sono stato abitante e costruttore attivo, ormai da più di tre anni. E’ stata un po’ fortuna e un po’ volontà. Di stringere i denti e prendere parecchi schiaffi in faccia in attesa di tempi e persone migliori. E’ grazie a queste persone che sono cresciuto in quello che sono. Un coglione, dunque, ma è proprio per questo che sono fiero di me stesso. La Confraternita dell’Uva. Inutile spenderci altre parole, ne parlerò in un’altra pagina, quando sarà il momento.

Voglio bene al tuo naso, io. E’ perfetto. Anzi, è perfettamente.